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SUMMARY:INNER SPACES | AUTUNNALE 2026 - RITRATTI TRASVERSALI
LOCATION:Chiesa di San Fedele
DESCRIPTION:In collaborazione con il Goethe Institut-Mailand\n\nLa serata p
 resenta una sacra rappresentazione articolata in tre parti\, costruita int
 eramente su opere vocali di Arvo Pärt e su tre interventi elettronici di 
 Robert Lippok. La forma segue un ordine liturgico: ogni sezione propone un
  nucleo tematico preciso\, al quale Lippok risponde con una risonanza elet
 tronica concepita come estensione dello spazio acustico. Ars Discantica re
 alizza brevi transizioni vocali tra i brani\, mantenendo la continuità de
 l flusso liturgico.\n\nPrima parte – Atto penitenziale e salmi\nLa prima
  sezione si apre con alcuni Salmi messi in musica dal musicista estone\, t
 ra cui i Zwei slawische Psalmen (Salmi 116 e 130)\, due pagine che alterna
 no supplica e fiducia\, e infine Cantate Domino\, brano più luminoso. Que
 sta prima parte è costruita come un ingresso nella celebrazione: testi br
 evi\, forme chiare\, un rapporto diretto tra parola e risonanza.\n\nAl ter
 mine\, Robert Lippok propone un primo intermezzo elettronico di quindici m
 inuti\, concepito non come commento ma come espansione dello spazio sonoro
  lasciato dal coro.\n\nSeconda parte\nAl centro la Missa syllabica\, una d
 elle opere che segnano la svolta tintinnabuli di Pärt. La scrittura silla
 bica\, la riduzione dei mezzi\, la chiarezza delle linee vocali e la strut
 tura liturgica tradizionale rendono questa Messa un esempio diretto del su
 o nuovo linguaggio. L’esecuzione a cappella mette in evidenza la relazio
 ne tra le voci e la costruzione armonica essenziale.\nAnche qui\, la Messa
  è seguita da un intermezzo elettronico di Lippok\, che lavora sulla sosp
 ensione lasciata dal coro e ne prolunga la risonanza in una forma non narr
 ativa.\n\nTerza parte – Testi cristologici\nLa terza sezione raccoglie t
 re opere legate alla figura di Cristo e alla dimensione del canto e della 
 invocazione del Figlio di Dio: Which Was the Son of…\, meditazione sulla
  genealogia di Gesù che partendo da Giuseppe\, a ritroso\, raggiunge la s
 ua vera origine: filgio di Adamo e Filio di Dio\, sul testo del Vangelo di
  Luca\; il breve brano Morning Star\, rievoca la comunità cristiana che c
 anta Gesù come la stella del mattino che illumina il mondo e gli uomini\;
  e poi Da pacem Domine\, antifona liturgica latina molto antica\, costruit
 a a partire da un versetto biblico tratto dal libro di Siracide: Da pacem
 \, Domine\, in diebus nostris\, quia non est alius qui pugnet pro nobis ni
 si tu Deus noster.(“Concedi la pace\, Signore\, ai nostri giorni\, perch
 é non c’è nessun altro che combatta per noi se non tu\, nostro Dio.”
 ). È la parte più direttamente cristologica del programma\, con un andam
 ento che procede dalla memoria alla supplica.\nSegue un terzo intermezzo e
 lettronico\, più breve\, che prepara la conclusione.\n\nConclusione – L
 ibro dell’Apocalisse\nLa sacra rappresentazione si chiude con And I hear
 d a voice… (2017). Il brano mette in musica un versetto del capitolo 14 
 dell’Apocalisse\, in cui una voce “dall’alto” annuncia la beatitud
 ine dei giusti. Il testo parla di compimento\, di giudizio come rivelazion
 e. La scrittura di Pärt è essenziale: linee vocali che procedono con len
 tezza\, intervalli minimi\, un uso della risonanza che lascia emergere il 
 testo senza sovraccaricarlo. L’atmosfera non è drammatica\, ma sospesa:
  un ascolto rivolto verso ciò che viene “dopo”\, verso ciò che non 
 è ancora visibile. Alla fine c’è una frase che ritorna più volte\, se
 mpre con la stessa calma\, come un respiro che si allarga: “essi riposan
 o dalle loro fatiche” (che nella versione estone di Pärt appare come na
 d hingavad oma vaevadest – “essi respirano / prendono sollievo dalle l
 oro pene”).\nIn questa sezione conclusiva\, tutti i musicisti sono prese
 nti: l’ensemble vocale\, Ars Discantica e Robert Lippok.\n\nBoletos: htt
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