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SUMMARY:INNER SPACES | AUTUNNALE 2026 - RITRATTI TRASVERSALI
LOCATION:Auditorium San Fedele
DESCRIPTION:In collaborazione con il Goethe Institut-Mailand\nDeep Blue è 
 il progetto con cui Luigi Tozzi esplora la parte più meditativa e stratif
 icata della sua ricerca sonora\, lontana dalla dimensione del club e costr
 uita per un ascolto concentrato. Non si tratta di una selezione o di un se
 t\, ma di un lavoro compositivo che nasce da materiali originali: droni\, 
 risonanze\, frequenze profonde\, movimenti lenti che si sviluppano come co
 rrenti sotterranee. Il titolo rimanda a un’immersione: non un’immagine
  poetica\, ma un modo concreto di intendere il suono come ambiente\, come 
 pressione\, come spazio abitabile.\nIn Deep Blue il tempo non è scandito
 \, ma modellato. Le strutture si muovono per trasformazioni graduali\, sen
 za punti di rottura\, con una continuità che richiede attenzione e restit
 uisce una percezione diversa della durata. Tozzi lavora sulla relazione tr
 a frequenze basse e armonici superiori\, sulla risonanza naturale dello sp
 azio\, sulla capacità del suono di modificare la percezione fisica dell
 ’ambiente. È un progetto che nasce da un linguaggio proveniente dalla t
 echno\, ma che qui viene completamente trasposto: non c’è pulsazione\, 
 non c’è funzione\, non c’è ritmo come guida. C’è un ascolto che s
 i apre\, si allarga\, si approfondisce.\nNella seconda parte\, Pole (Stefa
 n Betke) presenta il suo ultimo album che uscirà in novembre\, egli porta
  una delle poetiche più riconoscibili dell’elettronica contemporanea. L
 a sua trilogia degli anni Novanta\, costruita a partire da un errore tecno
 logico — un filtro difettoso che generava un caratteristico crackle — 
 ha definito un’estetica fondata sulla fragilità del segnale\, sulla mic
 ro variazione\, sulla tensione tra ordine e imperfezione. Pole lavora su u
 na scrittura minimale\, in cui il ritmo è spesso implicito\, e in cui la 
 materia sonora sembra emergere da un processo di erosione. La sua musica 
 è un ritratto della vulnerabilità della tecnologia\, trasformata in poes
 ia.\n\nBoletos: https://ra.co/events/2540701
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